Dolci Scoperte
La Pasqua della tradizione sarda tra rito e cucina…

La Pasqua della tradizione sarda tra rito e cucina…

Pasqua3jpgAuguri a tutti! Oggi si celebra la Santa Pasqua, per i cristiani il giorno più sacro e più santo di tutto l’anno. Infatti questa festa rappresenta la vittoria della vita sulla morte, del bene sul male: è il regalo più grande che il Signore ha fatto a tutti i suoi figli, dando ad ognuno di loro la speranza nella resurrezione eterna. Questa  festa in Sardegna è molto sentita e in ogni paese ci sono tantissime rappresentazioni sacre dei giorni della passione e della risurrezione di Nostro Signore.

Contemporaneamente alla festa religiosa, si prepara pure la festa del palato.

Bolotana è un paese che vive intensamente questo periodo dell’anno. Per lo svolgimento delle celebrazioni pasquali si costituiscono quattro confraternite dette priorati, che sono quello della Santa Croce, quello delle Anime, quello del Rosario e quello dell’Addolorata, composto ognuno da tre uomini e da tre donne. Le celebrazioni iniziano contemporaneamente alla quaresima, infatti tutti i venerdì della quaresima si svolge per le vie del paese la Via Crucis, che ogni venerdì porta in processione la statua del Cristo, vestito ogni volta con un’abito di colore diverso.

Circa un mese prima della Pasqua si celebra la novena de “sas animasa”, seguita dalla settina de “sos dolorese”. Da bambina adoravo queste due novene perché la nostra insegnante di musica, che allora faceva parte di una delle confraternite, ci portava in chiesa per cantare sos gosos di queste celebrazioni, e per me era un momento molto emozionante.

I riti della “Settimana Santa” iniziano la domenica delle Palme: si va in processione con le palme appena benedette dalla chiesa di San Basilio fino alla parrocchia di San Pietro, dove si celebra la santa messa. Il lunedì inizia la “settimana santa casalinga“, infatti i pastori preparano il formaggio destinato alla preparazione de Sas Casadinas (le formagelle), mentre le massaie dedicano la giornata alla preparazione del pane per la Pasqua in particolare de sas cogonese de Pasca, tipiche corone di pane, che per i bambini vengono decorate con le uova. Il martedì si preparano i dolci pasquali, ed in particolare sas casadinas (le formagelle), sos puzzonese de saba (gli uccellini di saba) e sos caschettese (le tilicche). Il giovedì santo il sacerdote, durante la messa, ripete il rito della lavanda dei piedi da parte di Gesù ai dodici apostoli, rappresentati dagli uomini dei quattro priorati.

Alla messa segue poi la processione con le candele con la corolla di carta, che puntualmente prende fuoco …facendo ridere i bambini ed arrabbiare le signore anziane che vedono così turbata la sacralità di questi momenti. La giornata del venerdì santo è lunghissima, inizia infatti la mattina alle 7:30 con la processione detta “Sas Chircas” cioè la ricerca del Cristo, nella quale camminando a passo svelto ed in silenzio, i priori portano in spalla, per le vie del paese le statue di Maddalena, Veronica e Maria alla ricerca del Cristo. Verso le 12 si prosegue con il cerimoniale detto “S’Incravamentu” (la crocefissione) di Gesù; si prosegue nel pomeriggio con l’Adorazione del Cristo in  Croce. Di sera, si svolge il rito detto “S’Iscravamentu” (deposizione del Cristo dalla Croce), al quale segue la processione nella quale ai canti di dolore fa da sottofondo del suono de “sas tracculas”, tipiche tavolette di legno con dei ganci di ferro, il cui triste suono sostituirà quello delle campane fino al giorno di Pasqua.

Questo è un giorno di lutto anche per il bestiame, perché generalmente in questa giornata vengono macellati gli agnelli, le pecore ed i maialini destinati alle tavole pasquali.

Mentre in questa giornata a tavola è tassativamente vietata la carne, questo è infatti l’unico giorno dell’anno in Sardegna in cui è un dovere morale rispettare il digiuno e l’astinenza dalla carne. A pranzo perciò si mangerà minestrone e pesce, ed a cena le uova o il formaggio. Il sabato in chiesa non ci sono celebrazioni fino alla sera tardi, quando verrà celebrata la messa pasquale ricca di rituali e molto suggestiva, viene infatti benedetta l’acqua santa nuova e spesso vengono celebrati dei battesimi.

In cucina invece questa giornata è molto intensa, perché mentre si preparano i piatti per il pranzo pasquale, vengono anche cucinate le frattaglie, il sanguinaccio e la “corda”, fatta con gli intestini degli agnelli macellati il giorno prima. Il primo appuntamento della domenica di Pasqua è “S’Incontru“, cioè l’incontro fra la statua del Cristo Risorto e quella della Madonna, nella piazza centrale del paese; le statue vengono avvicinate frontalmente,  viene quindi sollevato il copricapo nero che fino a quel momento aveva ricoperto il volto della Madonna, vengono eseguiti tre inchini mentre si spara a salve in segno di gloria e le campane vengono suonate a festa. Si torna quindi in chiesa in processione per partecipare alla celebrazione della santa messa. Le tavole sono state nel frattempo imbandite con ogni bene di Dio, si inizia con gli antipasti tradizionali, salsiccia, salame e capocollo, accompagnati dalle olive in salamoia; come primo piatto ravioli di ricotta o di formaggio e malloreddoso (gnocchetti sardi), conditi entrambi con un ricco ragù di carne ed una bella manciata di pecorino grattugiato. Per secondo piatto l’arrosto tipico di agnello e di porcetto, che hanno girato per tutta la mattina sullo spiedo inondando le strade di un profumo divino.

Il pranzo non può che concludersi con le seadas, seguite poi da tutti i dolci che accompagneranno una fumante tazzina di caffè e l’immancabile bicchierino di mirto.

Questa è sempre stata la mia “settimana santa” e questo è il tenero ricordo che ne porto con me. Amo la mia terra e tutte le sue tradizioni ed in particolare le tradizioni pasquali, che la mia famiglia rispetta ed onora sempre come da antica tradizione.

Auguri ancora a tutti voi di una serena e dolce “Santa Pasqua”!!!

 

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